giovedì 15 aprile 2010

Introduzione alla mostra di francesca Ghizzardi



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FRANCESCA GHIZZARDI

presenze

In data: 7 febbraio 2009
Categoria: mostra

“…e ci vediamo come esseri che sono

da un lato natura, dall’altro spirito;

in cui l’anima distingue l’essere dal destino.”

Georg Simmel, “Michelangelo”

La produzione recente della pittrice Francesca Ghizzardi è, oltre ad una dimostrazione di ormai non comune dominio tecnico sul segno e sul colore, anche e soprattutto un’immersione rivelatrice in una dimensione che va ben oltre la mera spazialità fisica del quadro dipinto, bensì che ci conduce all’interno di un percorso intimo e contemporaneamente universale intrapreso dall’artista nell’arco della sua vita di donna e, inscindibilmente, di artista.

Questa raccolta di dipinti ha l’obbiettivo di mettere in scena, attraverso il suo più riuscito stadio di momentaneo arrivo, il risultato di una consapevole ma sempre libera e sincera indagine di sé in stretto ed inscindibile rapporto con gli eventi circostanti.

Ci troviamo di fronte ad una rappresentazione figurativa dell’ “ALTRO”, che ha un’indiscutibile proiezione con l’ “IO” della sua esecutrice.

In questo caso, la ritrattistica propria di questi elaborati pittorici non risponde più alla domanda “Chi sei tu?”, piuttosto vuole essere la risposta ad un’altra questione: “Chi sono io?”. Domanda che trova il suo riscontro all’interno di ogni singolo, se pur decisamente a sé stante ed autonomo, elaborato pittorico realizzato da Francesca.

La pittura messa in atto attraverso queste potenti immagini possiede una doppia valenza: quella strettamente formale espressa attraverso l’impulsivo ma governato e consapevole gesto pittorico dell’artista e quella che, sempre attraverso gli strumenti della pittura, dà voce e forma al sentimento interiore e intimo di Francesca.

In questo caso, è decisamente esplicativo un passo tratto da un saggio sull’autoritratto scritto dallo storico e critico d’arte Alberto Boatto: “…così il volto del vicino, con la sua mimica caratterizzata, ci resta sempre più familiare del nostro viso..per questa cecità che regola i rapporti con noi stessi possiamo continuare a vivere in uno stato di inconsapevolezza, in grado di ripararci e che garantisce la libera espansione della nostra vitalità.”


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